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Le presentazioni, anzitutto.
Il Gazzettino di Fano, in memoria di un foglio antico che qui circolava
cent’anni fa.
1894, un ‘patti chiari’ cubitale apre il primo editoriale del ‘minuscolo
periodico’ che si dichiara da subito canale di espressione della voce
della città, strumento di comunicazione tra e per i cittadini, ‘organo
necessario agli interessi delle Pubbliche Amministrazioni, delle Società,
dei Commercianti ed anche dei privati’. Uno degli autori si firma Il
matto, e rivolgendosi a Fano e fanesi si propone di analizzarne con
critico sguardo e, soprattutto, ‘senza peli sulla lingua’, ammirevoli
virtù e meno ammirevoli vizi: perché, scrive, è ‘studiando i nostri
difetti’ che ‘forse, riusciremo a trovare insieme il mezzo per
liberarcene’.
Ora, cambiano i tempi ma resta lo spirito. Resta la volontà di osservare
criticamente la realtà in cui siamo immersi e in cui quotidianamente ci
muoviamo, operiamo, viviamo. Perché l’indifferenza non solo è l’anticamera
del cinismo ma è anche la barriera che pericolosamente frena la
circolazione di idee, preclude lo scambio di opinioni, impedisce la
comunicazione reciproca delle differenze che ci caratterizzano, ingabbia
la libertà di espressione negando ogni dialettica di opposizione.
Prosciuga insomma le fonti della crescita e dell’arricchimento di
individui e collettività.
Il tentativo che azzardiamo con la nostra rivista è quello di renderla
canalizzatore di voci, di più voci possibili, con orecchio ben teso verso
quelle più nascoste, sommesse, inespresse. Di farne un invito alla
partecipazione, un incitamento al confronto costruttivo e creativo con il
territorio in cui viviamo. Che è, nel senso più immediato, la nostra
città. Senza mai dimenticare che se anche forse tutto il mondo è paese,
certo è che nessun paese è un’isola.
E questo azzardo, lo tenteremo ogni mese. In ogni numero presenteremo
un’inchiesta, dedicata all’analisi di una problematica specifica, e una
serie di rubriche in cui ospitare il transito di idee e suggestioni
attuali, culturali, artistiche, ambientali, spaziali. Senza pretese di
inseguire il mito di un’obiettività assoluta e l’utopia di un’informazione
in cui i fatti siano liberi dalle opinioni. Così infatti ci presentiamo,
per citare un predecessore forse troppo illustre: ‘indipendenti’, perché
abbiamo la possibilità di essere sinceri, ‘ma non neutrali’, perché siamo
ben consapevoli che ogni sguardo sul reale ne implica un’interpretazione.
Che ogni occhiata proiettata sul mondo ne sottintende una visione. Che nel
momento in cui si parla di una realtà si è già presa una posizione, per il
semplice fatto che se ne è scelta una tra le tante disponibili.
Sarà comunque costante il nostro riferimento ai principi di
responsabilità, coerenza, correttezza, accuratezza e comprensibilità.
Chiaro è che di qualcosa avremo bisogno, perché questi vengano realizzati
nel migliore dei modi: della vostra voglia di comunicare, perché anche
vostre possano essere le nostre parole. |